La naturale evoluzione del bambino

Il bambino ha un naturale istinto di crescita scritto nel proprio DNA. Come tutti gli esseri viventi, anche l’uomo ha un programma preciso di sviluppo che segue inconsciamente durante la crescita.

Quando seminiamo un campo, le pianticelle non crescono tutte allo stesso momento e con la stessa velocità; ugualmente, ogni bambino ha un ritmo diverso per raggiungere determinati traguardi come camminare, parlare, relazionarsi con gli altri.

Il compito dell’adulto è assimilabile a quello del contadino: bisogna preparare il terreno, innaffiarlo e proteggerlo dal gelo, ma una volta che il seme è stato piantato, si può solo attendere pazientemente che la natura faccia il suo corso.

Quando la piantina spunterà, bisognerà ancora prendersene cura, fornirle il giusto nutrimento al momento opportuno, guidarla affinché cresca dritta, ma non si potrà comunque accelerare il suo processo di crescita naturale.

Proprio come il contadino, l’educatore deve osservare il bambino mentre cresce e studiare attentamente i segnali che fornisce per poterlo aiutare proponendogli l’attività adatta al periodo sensitivo che attraversa.

Secondo la Montessori, così come il neonato non ha bisogno di un vero e proprio insegnamento per imparare a camminare e a parlare – ma necessita solo delle occasioni per poterlo fare – così il bambino non ha bisogno che i fondamenti della matematica e della grammatica gli siano impartiti come dogmi, ma che gli venga invece fornito il materiale attraverso il quale poterli apprendere da solo.

Tratto dal libro “Come liberare il potenziale del vostro bambino – Manuale pratico di attività ispirate al metodo Montessori da 3 a 6 anni” di Daniela Valente.

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