PREPARARE IL GIOCO EURISTICO IN CASA: VEDIAMO COME

Una seconda tappa importante, dopo il cesto dei tesori, è rappresentata dal gioco euristico, messo in pratica da E. Goldschmied e ripreso da Maria Montessori. Quando il bambino non si mostra più interessato agli oggetti del cesto dei tesori, oppure tende a lanciare gli oggetti senza neanche vederli, maneggiarli, è arrivato il momento di proporgli il gioco euristico.

Attraverso di esso, infatti, i bambini scoprono gli oggetti, tramite attività di esplorazione e di ricerca. Provano a scoprire da soli il senso e il significato dei materiali, senza avere necessariamente uno scopo finale, se non l’esplorazione stessa. Tra i 12 e i 20 mesi, infatti, il bambino è molto interessato alla fisicità degli oggetti, alla loro fattezza e al loro uso specifico. Ha bisogno di tirare, scuotere, sentire il rumore degli oggetti, per conoscerli e per rapportarsi ad essi. Per questo, piuttosto che riempirlo di divieti e pensare che ci sia qualcosa di sbagliato nel suo comportamento, proponiamo Il Gioco Euristico.

Come leggiamo nel libro di Daniela Valente, “Come liberare il potenziale del vostro bambino

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Il Gioco euristico “consiste in una spontanea attività di esplorazione e si compone di una serie di oggetti destrutturati (come per il cesto dei tesori) proposti al bambino in un sacco di iuta o cotone chiuso da un laccio. (…) Il gioco euristico sviluppa la capacità di concentrazione e di manipolazione.”

Anche in questo caso, il ruolo dell’adulto è di osservazione attiva. Non deve intervenire, se non nel momento in cui il bambino inizia a lanciare gli oggetti o a spazientirsi. In questo caso l’adulto propone il momento del riordino, invitando il bambino a rimettere a posto gli oggetti in barattoli che precedentemente gli saranno stati dati.

Sempre nel libro di Daniela Valente, (pag. 114) troviamo una lista di materiali suggeriti per preparare il gioco euristico:

Immagine tratta da: www.amicidielinor.it

  • Materiali presenti in natura (noci, conchiglie di varie forme e dimensioni, limoni…)
  • Materiali in fibre naturali (calzascarpe in osso, pennelli di varie forme, spazzolino da denti…)
  • Materiali in legno (anelli delle tende, mollette per il bucato, posate, piccole scatole…)
  • Materiali in cuoio, tessuto (pon-pon, gomitoli, nastrini di velluto…)
  • Materiali di metallo (chiavi inserite in un portachiavi, barattoli e coperchi, catene di varie lunghezze…)
  • Materiali in carta e cartone (cilindri di tutti i tipi, portauova…)
  • Materiali vari (tappi di sughero, palle e palline, tubi di gomma…)

 

Come possiamo organizzare il gioco euristico?

  • Raccogliamo almeno 15 diverse categorie di materiale
  • Scegliamo uno spazio il più possibile sgombro di giochi e altre distrazioni, che resti possibilmente sempre lo stesso. Possiamo stendere un tappeto per delineare l’ambiente di gioco e attutire i rumori.

Sistemare nell’area di gioco delle scatole, dove i bambini potranno infilare i giochi che leveranno dalle sacche. Mettiamo le sacche con gli oggetti ad altezza bambino, con dei ganci, in modo che egli possa prenderle e posarle da sé.

Lasciare che il bambino si muova in autonomia tra gli oggetti che abbiamo preparato per lui.

  • Il nostro ruolo resta di osservazione e stimolo attivo. Possiamo prendere qualche oggetto e infilarlo nelle scatole dandogli degli input se lo vediamo in difficoltà.

Alla fine, ciascuna categoria di oggetti andrà riposta nell’apposita sacca. Possiamo facilitare l’apprendimento per categoria disegnando il simbolo di ciò che è contenuto nella sacca o appendendo un oggetto fuori dalla sacca, in modo che il bambino possa riconoscere e associare l’oggetto alla sacca corrispondente.

Immagine tratta da: www.barchettablu.it

Questa attività può durare all’incirca un’ora. Dopo questo tempo, di solito, il bambino inizia a spazientirsi e a perdere la concentrazione. E’ bene quindi proporla gradualmente, per vedere la reazione del bambino e il suo progressivo interesse. Attraverso la libera esplorazione, non finalizzata ad alcun effetto, il bambino può sperimentare la concentrazione e l’attenzione, oltre che la manualità e la comprensione del nesso causa- effetto tra gli oggetti che userà.

 

Attraverso l’esperienza, fine a se stessa, il bambino compie i suoi viaggi di apprendimento e scoperta. Cerchiamo di lasciarlo sperimentare in autonomia, senza le nostre parole o i nostri suggerimenti, che talvolta limitano la libera espressione e la creatività stessa del bambino.

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*Immagine di copertina tratta da: https://unaviolaalpolonord.wordpress.com/

 

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Chiara Cupini

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1 Comment

  • leanna

    Reply Reply 26 settembre 2017

    Molto interssante scoprire le potenzialità che hanno i nostri bimbi e la loro capacità di concentrazione! Da mamma trovo indispensabile lasciare i bimbi a giocare in autonomia!

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