L’importanza dei travasi

I bambini mostrano un naturale interesse per le attività manuali e per le attività che abbiano un inizio ed una fine, anche senza un apparente senso logico. Desiderano naturalmente esplorare, scoprire e comprendere i meccanismi del mondo.

I travasi sono alla base della pedagogia Montessori e sono uno dei mezzi più efficaci per permettere al bambino di concentrarsi, allenare la motricità della mano, apprendere e conoscere se stesso e le proprie capacità.

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Daniela Valente, nel suo libro “Come liberare il potenziale del vostro bambino – Manuale pratico di attività ispirate al metodo Montessori dalla nascita a tre anni”, propone i primi travasi prestissimo, a partire da quando il bambino sta seduto da solo:

“Travasare é un’attività propedeutica alle attività di vita pratica, come per esempio mangiare. Apparentemente di semplice esecuzione, il travaso montessoriano racchiude in sé una molteplicità di comportamenti e sfumature che lo rendono probabilmente una delle attività piu’ complete, capace di stimolare la coordinazione oculo-manuale e lo sviluppo intellettivo. Il travaso, che richiede autocontrollo e coordinazione, consente dopo ripetute esercitazioni e sperimentazioni, di acquisire una specifica abilità nell’uso della mano”.

Tratto da “Come liberare il potenziale del vostro bambino” di Daniela Valente

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Dopo i 15 mesi il bambino mostra interesse reale e concreto verso tutto ciò che comprende le azioni del travasare, svuotare, riempire. Molti bambini, in realtà, iniziano prestissimo a scoprire il fascino di queste attività. Incentiviamo il desiderio di questa fase per proporre le tante attività diverse possibili con i travasi.

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Cosa significa travasare?

Letteralmente significa “trasferire un liquido da un recipiente ad un altro”. In realtà le attività possono proporre di trasferire anche materiali naturali (fagioli, ceci, lenticchie) da un recipiente all’altro. Solitamente possiamo iniziare con legumi di dimensioni più grandi, per poi passare a quelli più piccoli. Il bambino, così, affinerà la sua capacità motoria e la sua capacità di concentrazione, oltre a tutti gli stimoli sensoriali presenti in queste attività.

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Possiamo presentare al bambino due ciotole uguali. In una metteremo un po’ di fagioli e l’altra la lasceremo vuota. Mostrando con i nostri gesti l’attività, davanti al bambino e in un momento di calma, gli faremo osservare i nostri movimenti lenti, ripetendoli. Possiamo inserire un piccolo mestolo che aiuterà il bambino nel travasare i liquidi o i materiali e che richiederà movimenti ancora più precisi, permettendogli di dosare l’energia che ha nella presa e nella mano.

Intorni ai 2 anni e mezzo queste attività gli riusciranno sempre più facili e con maggiore precisione riuscirà a versare i contenuti nei contenitori. Mostrerà interesse verso ogni tipo di travaso e non sarà difficile, per noi, immaginare e proporne altri.

Per riuscire a imitarci il bambino ha bisogno di osservarci. Lasciamogli questo tempo prezioso e diamo un tempo lento alle nostre azioni, per permettere al bambino di memorizzare gesti e sequenze.

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Possiamo proporre due ciotole uguali oppure, in seguito, di dimensioni diverse. I legumi e i liquidi hanno un fascino particolare per i bambini in questa fase e durante questa attività potrebbero passare molto tempo a nutrirsi delle sensazioni tattili che sentono toccando ed esplorando gli elementi.

Una delle caratteristiche dei travasi é la possibilità di aumentare gradualmente la difficoltà. Sta alla vostra capacità di osservazione comprendere il momento in cui introdurne di nuove e studiare la reazione del bambino. Se si dimostra interessato ma la difficoltà é troppo elevata, rinviate a un momento futuro. La stessa cosa se non mostra interesse.”

Tratto da “Come liberare il potenziale del vostro bambino” di Daniela Valente.

All’inizio il bambino sarà maldestro e i suoi gesti saranno caotici e insicuri. Non sgridiamolo. Permettiamogli di sperimentare e affinare le sue capacità. Questo potrà avvenire soprattutto attraverso l’esercizio e la ripetizione di queste attività.

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Con i travasi liquidi il divertimento e l’apprendimento per il bambino si uniscono nell’azione. Prova piacere a sentirsi protagonista delle sue azioni, vedendo il meccanismo di causa ed effetto che regola alcuni movimenti. Si concentrerà per perfezionarsi da solo, imparando dai suoi tempi e da quello che Maria Montessori chiama “l’errore amico“, ossia quello sbaglio che permette al bambino di autocorreggersi, per capire, la prossima volta, cosa dovrà o non dovrà fare.

L’attività dei travasi, in genere, continua ad affascinare il bambino per molto tempo, proprio perché gli permette maggiormente di sentirsi. Proponiamo queste attività in un momento di calma o, ancora meglio, in un momento preciso della giornata, per dare una ritualità al bambino piccolo e la possibilità di esercitarsi e sperimentare.

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Possiamo attrezzare un piccolo tavolino, dove farlo sedere, per poi presentargli un vassoio con l’attività del travaso, oppure permettere al bambino di prendere un vassoio e portarlo al suo tavolino in maniera autonoma. Questo processo, in genere, avviene intorno ai due anni, dopo che il bambino ha osservato i nostri movimenti, la nostra presa, i nostri gesti lenti.

Il bambino sarà autonomo nella scelta della sua attività e nel vedere l’attività stessa circoscritta e precisa, con tutto quello che serve e di cui ha bisogno per lavorare.

Utilizziamo sempre vassoi dove la presa delle due mani possa essere facilitata e possibile per il bambino, come nella foto.

“L’oggetto di questi esercizi non è il vero scopo di essi: il bambino ubbidisce a uno stimolo interno”

M. Montessori, La mente del bambino.

 

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